Alcune testimonianze dei nostri spettatori

"L'esperienza che ho vissuto ieri è stata così intensa da non riuscirò a a raccontare .....quegli uomini ieri sembravano bambini ...alcune facce , alcune strette di mano , alcuni sguardi non potrò mai più dimenticarli.... Intensa da non riuscire a raccontarla..."

Anna, attrice di "Le donne di Brecht"


"Grandi emozioni quelle di ieri che tradurle sarà complicato.... per il momento le tengo dentro di me. Una cosa è certa.... quello che sto provando in queste ore, nella mia vita l’ho provato solo una volta... al ritorno dalla missione in Africa."

Rocchina, attrice di "Le donne di Brecht"


"Nel ringraziarvi per essere stati la chiave di accesso ad un sentire profondo, ti invio qualche parola scritta così. Non credo sia nemmeno tutto quello che vorrei trasmettere su carta, ma volevo condividerlo. Grazie ancora. Vi auguro di trascorrere un bel tempo rigenerante di pausa e serenità."


'Guardando l'umanità non ho visto pietà'

"Non ne abbiamo più per nessuno
Neppure per noi stessi
Siamo SPIETATI
RAPACI
INGORDI
Di vacue gioie
Non ho sentito compassione
Neppure per le madri
Neppure per se stessi
Strappati i legami
Recisi i cordoni
Caldi di vita
Giriamo a vuoto
Nelle nostre misere vite
Ma davvero tutto è così irrimediabilmente
Perso?
O ci si può salvare?
In uno sguardo coraggioso
Per una stretta di mano vogliosa
Per salvarci
Siamo andati sulla SOGLIA
Tra il DENTRO e il FUORI
Ai MARGINI
Alla frontiera
E Lì, fuori dal nostro centro
Abbiamo trovato il centro
Ci siamo Raccordati
Con note
E versi
E Per un attimo
Brecht ci ha salvato
Ci siamo per una volta
Salvati
Tutti "

Sara, attrice di "Le donne di Brecht"


"Sono abituato ad osservare i gabbiani dal mare. Ma quando oggi ne ho visto uno sorvolare il carcere di Secondigliano, ho avvertito un' onda d'urto interiore. Un'implosione. Un'escalation di emozioni dal momento in cui ho varcato i cancelli di massima sorveglianza fino al momento in cui sono uscito dal penitenziario. Non mi era mai capitato di entrare in un carcere. Non c'era più l'orizzonte che osservo spesso in navigazione, nel mare infinito, ma muraglioni di cinta altissimi. Non c'era il suono del mare ma le grida dei detenuti che comunicavano dalle finestre sbarrate. Non si respirava l'essenza di libertà ma della privazione. Da oggi, quando osserverò i gabbiani non sarà più la stessa cosa. Penserò a chi quei gabbiani continuerà ad osservarli dietro le sbarre, nella speranza magari di varcare quel cancello come l'ho varcato io e tornare di nuovo a volare libero come un gabbiano. Grazie per avermi dato l'occasione di arricchire cuore e spirito."

Michele


"Caro Luca, grazie ancora per il grandissimo regalo che mi hai fatto invitandomi allo spettacolo. Ci sto pensando spesso a loro, ai loro racconti alla loro “liberta’” di quel giorno. Avevano negli occhi la voglia di ricominciarw a vivere da uomini liberi. Ti abbraccio e ti ringrazio di nuovo con tutto il mio cuore. Una giornata cosi’ la consiglierei a tutti."

Giorgio


"Noi i vostri allievi li abbiamo visti, li abbiamo conosciuti, ed incontrarli, vedere pezzi del loro spettacolo, offrire loro la nostra performance, scherzare con loro è stata una delle esperienze più belle ed intense della nostra vita (che speriamo di poter ripetere appena questo brutto momento sarà finito). Non ci sono proprio dubbi sul valore immenso del lavoro che fate con queste persone. Il vostro è un modello da seguire e da replicare ed ha un valore umano, educativo e sociale immenso. Grazie per quello che fate!"

Valeria, attrice di "Le donne di Brecht"