“Nel Tribunale della Storia, metafisica apparizione d’un Carcere contemporaneo, il fantasma di Francesco II, ultimo re Borbone, è chiamato a rispondere di alto tradimento per aver scelto la fuga dinanzi all’esercito garibaldino.
Detenuti attori vestono i panni di Garibaldi, Mazzini, Cavour, brigantesse, camorristi e contadini del 1860. Tra siparietti teatrali e musicali, spettrali testimoni e surreali avvocati, come in un circo crudele, giocheranno al gioco della Giustizia. Anche il pubblico – giuria popolare – sarà chiamato a giocare. A lui spetterà l’ultima parola, l’ultima sentenza su uno dei più controversi capitoli della nostra Storia.”
Uno spettacolo nato da una riflessione collettiva sul nostro essere meridionali, cittadini, individui attraversati da sistemi che influenzano le nostre vite.
In scena, un processo che non cerca verdetti ma apre domande, fa esplodere contraddizioni e coinvolge spettatori e interpreti in un Tribunale-Assemblea-Teatro, specchio della nostra coscienza.
Un invito a interrogarsi, più che a prendere posizione.